| Storie di rogge, cidoli, fusine, e …occhiali! |
Proposed by
Cadore scs
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Where: Veneto
From: 07, Dec. 2011
To: 11, Dec. 2011
Conoscete il Cadore? Sapete che non è in Trentino? E nemmeno in Sud Tirol! Vi accompagneremo noi alla scoperta di queste valli. Abbiamo scelto il tema dell’archeologia artigiana e industriale per farvi conoscere le Dolomiti del Cadore.
Siamo alcuni soci della Cooperativa Sociale Cadore che stanno sperimentando nuove forme di accoglienza nella terra dove viviamo e lavoriamo.
Non siamo operatori turistici classici ma ci piacciono molto i viaggiatori perché ci aiutano a diventare più accoglienti.
Il nostro desiderio è dare al viaggiatore una lettura diversa delle nostre Dolomiti, più autentica: caratterizzata dall’incontro con le comunità locali.
Vi abbiamo arredato gli appartamenti che la Regina Margherita usava nei suo soggiorni a Perarolo di Cadore per farvi trovare una casa accogliente.
La nostra comunità è ancora un po’ gelosa della propria storia, ma proviamo a raccontarvela così…
La storia dell'occhialeria in Cadore è una storia di emigrazione. I fondatori della prima fabbrica, nata lungo le rive del torrente Molinà nel 1878 a Calalzo di Cadore, erano infatti Angelo Frescura di Rizios, un venditore ambulante di pettini e oggetti ottici, e Giovanni Lozza di Calalzo arrotino e abile meccanico. A questi uomini ingegnosi e intraprendenti si deve la nascita di una delle più avvincenti saghe del capitalismo europeo. Il Distretto dell'occhialeria, con la sua alta concentrazione di aziende e laboratori in Cadore, è stato uno dei più rappresentativi tra quelli del cosiddetto “modello veneto†, legato all'industria della moda e del made in Italy con una produzione specializzata in tutto ciò che ruotava intorno all'occhiale: montature da vista, occhiali da sole, in metallo, in acetato, in tartaruga, minuterie per occhiali, macchinari ed attrezzature di produzione, trattamenti galvanici, astucci e lenti.
Ancora prima della fase industriale, in Cadore erano attivi nelle vallate numerosi e differenti opifici al cui interno vi erano macchine che sfruttavano l'energia ottenuta per mezzo di impianti idraulici. Come risulta dalle "Anagrafi Venete" del 1766, nel solo Comune di Lozzo di Cadore vi erano: dieci ruote da mulino da grani, una sega da legname, un follo da panni di lana, sedici telari da tela e cinque mole. La "roggia dei muliniâ€, lungo il rio Rin a Lozzo è sicuramente uno degli esempi più interessanti d'archeologia industriale presente sull'intero territorio Cadorino, vi si possono trovare gran parte delle testimonianze materiali delle attività preindustriali legate allo sfruttamento della forza idraulica ed il loro modificarsi nel tempo.
Nel nostro viaggio a ritroso, scopriamo nel XV secolo l’enorme importanza dell’attività estrattiva e metallurgica che affiancava il commercio e la fluttuazione del legname. Le miniere di Ciarsiè e Ronzei furono tra le più ricche nei territori veneti della Serenissima. Fornivano il cosiddetto ferro epatico: siderite, ematite, magnetite e limonite, con poca pirite. Lo sfruttamento più intenso fu promosso dalla famiglia Zuliani di Perarolo di Cadore, che aveva stipulato contratti di fornitura di proiettili per artiglieria con la Repubblica di Venezia. Cibiana di Cadore dal XVIII secolo divenne un centro nazionale della produzioni di chiavi con oltre 50 fusine, in un paese con meno di 1000 abitanti, la fabbrica ERREBI è oggi ancora in funzione.
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| programma ponte immacolata 2011.pdf | (Size: 69 Kb | Hits: 6) |
| Addressee: | Luca Valmassoi | ||
| Address: | Piazza Regina Margherita | City: | Perarolo di Cadore |
| Zip: | 32040 | ||
| 0435501410 | |||
| 0435518971 | |||
| 3365609102 | |||
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